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quanti scrittori hanno apprezzato la lentezza del viaggio, come modo di vivere...

D'Annunzio, Einstein, Calvino, Terzani, Saramago, Wenders e tanti altri ...


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SCRITTORI CHE HANNO RACCONTATO IL VIAGGIO

Paolo Rumiz

È arrivato il momento di cercare altri linguaggi e sostituire i chilometri con la qualità dell'incontro... Ho imparato molte cose nel mio infinito andare cose indispensabili come l'oralita', la condivisione, la convivialità, la lettura del terreno, la percezione del pericolo, la ricerca della traccia, l'ascolto dei luoghi senza voce... Arrivato il tempo di condividere le esperienze accumulate e comunicare il senso del viaggio come strumento base dell'approccio fra uomini... Ho imparato molto da questa situazione privilegiata dell'esistenza come tagliare i ponti dietro di me e costruire una traccia dentro spazi illimitati senza punti di riferimento, come sognare sfogliando un Atlante, come disegnare a mano una mappa e poi partire facendone a meno, come sincronizzare il respiro con i battiti del cuore, due o più a seconda delle situazioni. Per costruire un canto ho imparato la febbre della partenza e la malinconia del ritorno, studiato il rebus del taccuino che, con la sua taglia, dipende dalla natura e talvolta riesce persino a determinarla e poi l'enigma del gerundio inverso che ribalta il senso della fare una legge valida solo per i viaggiatori della lentezza che dilata il tempo e accorcia lo spazio smentendo Albert Einstein....

Appia

José Saramago

24 luglio. Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti spazzati dal vento, risalendo un pendio difficile e guardare dall'alto il paesaggio nero, scorticato, togliersi la camicia per sentire direttamente sulla pelle l'agitarsi furioso dell'aria, e poi capire che non si può fare nient'altro, l'erba secca, rasente al suolo, freme, le nuvole sfiorano per un attimo le cime dei monti e si allontanano verso il mare, e lo spirito entra in una specie di trance, cresce, si dilata, manca poco che scoppi di felicità. Che altro resta, allora, se non piangere ?

Quaderni di Lanzarote

 

Wim Wenders

Quello che conta non è ciò che viene fatto e vissuto durante il viaggio ma proprio il fatto di spostarsi, di percepire il mondo e di percepire se stessi in viaggio. C'è uno stretto rapporto tra movimento ed emozione. L'emozione nasce dal movimento.

(ringraziamo Paolo Borsani)


Pier Paolo Pasolini

Soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose.

(ringraziamo Paolo Borsani)


Rob Gifford

Le strade che solcano la terra... In realtà la terra all'inizio non aveva alcuna strada. Finchè molti non le tracciarono, passando, e allora la strada fu fatta.

("Cina. Viaggio nell'impero del futuro " di Rob Gifford - Neri Pozza, pp 377, 20 euro)

Tiziano Terzani

Lentamente mi accorgo di ritrovare il gusto di viaggiare, il piacere di lasciarmi andare ai posti, alla gente. Viaggiare è un'arte, bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore… Il ritmo delle mie giornate è completamente cambiato, le distanze hanno ripreso il loro valore e ho ritrovato nel viaggiare il gusto di scoperta e di avventura.

(Un indovino mi disse)

Italo Calvino

Viaggiare (oggi) "è il contrario del 'viaggio': attraversi una discontinuità dello spazio, sparisci nel vuoto, accetti di non essere in nessun luogo per una durata che è anch'essa una specie di vuoto nel tempo; poi riappari in un luogo e in un momento senza rapporto col dove e col quando in cui eri sparito..."

Albert Einstein

La mancanza dell'ubiquità è compensata dall'esistenza del tempo, che ci permette di viaggiare per visitare ogni luogo dello spazio. Il viaggio diviene così l'elogio dello spazio/tempo"

Gabriele D'Annunzio (vedi Wikipedia)

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natía
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

Gabriele D'Annunzio, I pastori - Alcyone - Sogni di terre lontane

Thomas Mann

Due giornate di viaggio allontanano l'uomo dal suo solito mondo, da ciò che egli chiama i suoi doveri, i suoi interessi, le sue preoccupazioni e aspirazioni; lo allontanano più di quanto egli stesso abbia potuto immaginarselo durante il tragitto da casa alla stazione.

Lo spazio che ruzzola via tortuoso e si interpone tra lui e il suo luogo di residenza ha in sè forze che di solito si credono riservate al tempo; di ora in ora esso dà origine a interni mutamenti, molto somiglianti a quelli generati dal tempo, ma che, in un certo qual modo, li sorpassano. Come quest'ultimo genera dimenticanza ma lo fa sciogliendo la personalità dell'individuo dai suoi rapporti e ponendolo così in una situazione libera e iniziale; perfino del pedante e del grosso borghese esso fa in un volger di mano qualcosa come un vagabondo.

Si dice che il tempo è il Lete, ma anche l'aria delle lontananze è un'acqua simile, e se i suoi effetti hanno minore intensità sono però di tanto più rapidi...

(La Montagna incantata)

Federico Fubini

Oggi ci si può spostare in modo unicamente funzionale, sulla base di porzioni di tempo suddivise con precisione: l'aeroporto, il taxi, il lavoro, l'albergo. Lì c'è la piscina, la cucina è internazionale, l'arredamento è simile a quello della stessa catena di hotel in centinaia di altre città del mondo. Per lunghe ore ci si può scordare di essere dove si è... potremmo essere ovunque. La nostra padronanza del tempo è completa ed è la sola cosa che conti: le ore che abbiamo a disposizione, non il luogo dove ci troviamo.

... la curiosità e il dubbio possono attendere. Per loro non abbiamo tempo.

"Destini di frontiera.Da Vladivostok a Khartoum, un viaggio in nove storie"
Laterza p. 177, 15

Stefano Panunzi

La dimensione del viaggio diventa soggettivamente sempre meno interferibile rendendo trascurabili terreno e abilità per superare ostacoli, diventa solo un fastidioso ritardo sopprimibile, dando alla destinazione finale il carattere   di   fine unico, bersaglio istantaneo e preponderante. L'accesso al vettore e alla destinazione vengono quasi a coincidere, mentre infrastrutture   e   vettori tendono a seguire destini   di   gestione   e   sviluppo, concettualmente sempre più divergenti: vettori sempre più personalizzabili e possibilmente individuali, infrastrutture sempre più globali e possibilmente gestite e controllate in modo soggettivamente non discernibile...

Stefano Panunzi Architetto

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